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04/03/2021

Porto e piattaforma logistica, lo sbarco di Hhla valore aggiunto per Trieste e sistema Fvg

L’ingresso di un grande gruppo come Hhla come socio di maggioranza della piattaforma logistica rappresenta una nuova, grande opportunità per lo sviluppo del nuovo porto franco di Trieste. Sviluppo che richiede investimenti per potenziare non soltanto le strutture portuali, dalla piattaforma logistica al molo VIII, ma anche la logistica retroportuale e la rete ferroviaria. Quest’ultima, in particolare, rischia di rivelarsi il vero collo di bottiglia per una prospettiva di crescita dei traffici, anche nell’interesse del tessuto produttivo dell’intera regione. Sono le conclusioni della call conference che ha visto confrontarsi, nei giorni scorsi, i sindacati regionali e nazionali dei sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil con Berardina Tommasi, responsabile dell’area marittima della federazione europea dei sindacati dei trasporti (Etf), e con Maya Schwiegerhausen del sindacato tedesco Ver.Di, attivo nella contrattazione con Hhla.
Se Etf ha confermato la strategicità dell’investimento su Trieste di Hhla, il colosso da 6.300 dipendenti che ha come base Amburgo, anche i vertici regionali dei sindacati di categoria guardano con favore allo sbarco a Trieste del gruppo tedesco, pronti ad avviare «un confronto sui programmi di investimento, che dovranno essere volti sia all’ampliamento dell’occupazione sia alla salvaguardia dei contratti e delle professionalità esistenti a Trieste», spiegano Valentino Lorelli (Filt-Cgil), Giulio Germani (Fit-Cisl) e Michele Cipriani (Uiltrasporti). L’obiettivo, aggiungono, è di poter instaurare anche in Italia quelle buone prassi che caratterizzano le relazioni sindacali del gruppo Hhla, «un player globale in grado di rilanciare le quotazioni di Trieste anche in rapporto a quella via della Seta le cui prospettive hanno subito un brusco rallentamento con la pandemia».