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23/01/2021

Flex, calano gli ordini: allarme dei sindacati su possibili tagli

Si riaccende la vertenza Flex, azienda produttrice di materiali elettronici, dove torna l’allarme occupazione. I sindacati infatti temono tagli del 15% e in attesa che la Regione risponda alle sollecitazioni sindacali, se non ci sarà ascolto da parte istituzionale, Fiom, Fim, Uilm e Usb sono pronte a scendere in piazza. Le quattro sigle rappresentative all'interno della Flex, sono decisamente preoccupate: la cassa integrazione Covid è prolungata fino al 31 marzo e ad alcuni lavoratori interinali non è stato rinnovato il contratto di "staff leasing".
Cresce quindi il timore che la flessione dei carichi di lavoro si faccia sentire sugli organici dello stabilimento, soprattutto a detrimento dei lavoratori "somministrati" che sono un centinaio, mentre i dipendenti diretti sono circa 500. L'incontro di giovedì scorso, per la Fiom presente Marco Relli, non si è rivelato incoraggiante: Flex ha comunicato che un cliente si è defilato mentre anche gli ordinativi Enel sono in calo. I sindacati sigle paventano che il 15% di flessione divenga il parametro percentuale per sfoltire l'organico di 90-100 posti, un numero che coincide pericolosamente con quello dei lavoratori interinali. Fiom, Fim, Uilm e Usb pretendono dunque che gli interinali lasciati a casa vengano immediatamente reintegrati.