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27/10/2020

Cgil Cisl e Uil: "Il sindaco non soffi sul malcontento e affronti i problemi"

Le segreterie provinciali di Trieste di Cgil Cisl Uil, con i segretari Michele Piga, Luciano Bordin e Giacinto Menis, hanno rilasciato la seguente nota sulla manifestazione di protesta in piazza Unità:

La situazione denunciata dagli imprenditori e dai lavoratori che hanno manifestato ieri sera a Trieste, in una piazza composta da varie anime, richiede strumenti e tempi di sostegno adeguati, per garantire la sopravvivenza di tante imprese e posti di lavoro. Imprese che nella grande maggioranza dei casi hanno rispettato le regole, anche attraverso pesanti investmenti e sacrifici, per poter continuare a dare servizi e lavoro anche in una condizione di emergenza sanitaria.
Siamo pertanto di fronte a problemi drammaticamente reali, così com’è drammaticamente reale l’esigenza di contrastare la crescita allarmante dei contagi e dei ricoveri, che rischia in breve tempo di superare la capacità di risposta del nostro sistema sanitario e socio-assistenziale, a Trieste come in regione e nel resto del paese. I dati sulla crescita dei contagi fotografano una situazione già di sofferenza, aggravata dalle carenze di personale, dal riemergere del virus nelle residenze per anziani e disabili, dalle oggettive difficoltà di gestire il fabbisogno di tamponi e la tracciatura dei contagi: tutti fatori che rischiano di determinare un nuovo fallimento sul versante delle strategie anti-Covid.
La situazione nel paese è molto critica, come dimostrano le proteste che coinvolgono molte città da nord a sud, e può essere gestita solo tenendo insieme i temi dell’economia e del lavoro con la tutela della salute pubblica come bene primario e come precondizione per la stessa tenuta economica e occupazionale del paese. Ecco perché diventa centrale il confronto tra Governo e parti sociali, sede prioritaria dove cercare di trovare una soluzione capace di contemperare le due esigenze, in un clima che resti caratterizzato, come è stato in occasione della prima ondata, da una forte coesione sociale, fondamentale per superare anche questa nuova fase di crisi. Troviamo pericoloso, sotto questo profilo, la condotta del sindaco Dipiazza. Non solo per l’atteggiamento tenuto e per le parole pronunciate durante la manifestazione di ieri, ma anche per la totale inerzia sul fronte delle misure per far fronte alla pandemia, si trattasse di politche sociosanitarie, di scuola, di trasporto pubblico. Assente nel confronto sulle politiche di bilancio, tanto sul fronte delle imposte e tariffe locali quanto su quello dell’assistenza. Vanno individuate le priorità di spesa a sostegno di imprese e lavoratori senza cercare scorciatoie per un consenso immediato.
È da questa estate che chiediamo invano un confronto sulle emergenze che incombono su sanità, economia e sociale: il sindaco, invece che soffiare sul malcontento delle vittime dell’emergenza sanitaria, batta un colpo e incomincia ad occuparsi dei problemi reali di Trieste e dei triestini.