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21/07/2020

Ferriera, la Cgil chiede un incontro urgente con Regione e ministro

Pubblichiamo integralmente il comunicato Nidil Cgil:


Prosegue senza sosta lo scarico di responsabilità politiche sulla sorte dei lavoratori in somministrazione presso la Ferriera di Servola. Avevamo già espresso le nostre preoccupazioni in merito ai corsi di formazione predisposti dal centro per l'impiego nei confronti dei lavoratori interessati; preoccupazioni che trovavano fondamento non solo nelle modalità con il quale venivano proposti; non solo riguardo alla mancanza di sicurezze per il futuro e non solo riguardo al fatto che, come avevamo previsto, le assunzioni avrebbero riguardato le aziende operanti nell'indotto Fincatieri e non già alla Fincantieri stessa, come più volte promesso dalle parti istituzionali in campo (con particolare riferimento al Ministro Patuanelli). 

Le nostre maggiori preoccupazioni riguardavano i requisiti necessari per poter accedere ai corsi di formazione che, seppur inizialmente accolti con moderato favore da parte dei lavoratori, richiedevano inderogabilmente che gli interessati certificassero il proprio stato di disoccupazione per potervi accedere. Ma come ormai le parti istituzionali dovrebbero ben sapere, la stragrande maggioranza ha in essere un contratto con le Agenzie per il Lavoro, percependo conseguentemente un’indennità in mancanza di occasioni di lavoro di 650€ netti. Diventava quindi subito palese che questi lavoratori non avevano i requisiti normativi per poter accedere a questi corsi e che, qualora fosse stato loro interesse parteciparvi, avrebbero dovuto dare volontarie dimissioni dalla propria agenzia di riferimento, perdendo conseguentemente sia l'indennità ricevuta dal privato, sia la possibilità di accedere all'indennità di disoccupazione erogata dall'Inps. 

In sostanza, quindi, pur riconoscendo che quelli proposti sono corsi altamente professionalizzanti, si chiede ai lavoratori di andare ogni giorno a Monfalcone per non meno di quattro mesi senza indennità, senza rimborsi spese, senza stipendio; quattro mesi con famiglie a carico a 0€. Parallelamente ci fanno sorridere le dichiarazioni dell’assessore Rosolen, apparse a mezzo stampa il 15 luglio, che tiene a puntualizzare quanto la loro Amministrazione sia stata in prima linea in questi mesi per la tutela dei lavoratori in somministrazione. Ma seppur possiamo dare per vera quest'affermazione sul livello istituzionale, diventa ingenerosa quando fa riferimento ad “altri soggetti” che, secondo lei, non hanno portato avanti le istanze dei lavoratori. Sarebbe opportuno ricordare infatti che è stata proprio la Cgil a portare avanti i dubbi, le perplessità e le richieste dei lavoratori richiamando le parti coinvolte alle proprie responsabilità; così come l'estensione delle tutele degli ammortizzatori sociali sono stati richiesti e presentati all'attenzione dell’assessore già nei primi mesi dell'anno sempre da questa organizzazione sindacale; soluzione percorribile che l'Assessorato disconosceva.

Anche lo sbandieramento dei numeri risulta alquanto distorto e non rispecchia la situazione di precarietà nel quale si trovano oggi i lavoratori. Ma se le buone intenzioni sono state per mesi lodevoli, la realtà si manifesta nelle ciniche dichiarazioni dell’assessore che liquida in fretta e furia i lavoratori in somministrazione dichiarando che “Nel caso di dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato, anche da agenzie, è bene chiarire che l'obbligo della formazione resta in capo al datore di lavoro. Concettualmente il servizio pubblico interviene in modo complementare al privato”. Dichiarazioni che sembrano scaricare definitivamente i lavoratori e le promesse fatte fin ora. Ma l'interesse della Regione sembra ormai scemato conseguentemente alla firma dell'accordo di programma e al successivo abbassarsi dei riflettori. Eppure, contraddicendo se stessa, era lo stesso assessore che appena 5 giorni prima affermava sui giornali che “per partecipare ai corsi essere disoccupato non è un requisito necessario”, dichiarazione che alla data odierna non può che essere letta esclusivamente o come disconoscenza dei fatti o mero slogan politico. 

Ma se oggi accusiamo la Regione di disinteresse, inettitudine e mera propaganda politica, ancora più duro dovrà essere il nostro giudizio nei confronti del Ministro Patuanelli che concentrato a fare il protagonista della passerella che ha visto sfilare gli “eroi” che hanno chiuso per sempre l'area a caldo, ha deliberatamente e vergognosamente rifiutato il confronto con le parti sociali, non rispondendo a quesiti, non rispondendo alle pec, non rispondendo alle richieste di incontro, ma limitandosi esclusivamente a sbandierare pseudo accordi con l'A.D. Fincantieri Dott. Bono (accordi che anche le Regione lamenta di non aver mai potuto visionare) e che oggi, non rispondono ancora alla piena e completa tutela chiesta (e più volte promessa) nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie.

Per quanto sopra chiediamo che venga predisposto un incontro urgente che veda coinvolti Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Friuli Venezia Giulia, Prefetto e le Agenzie di Somministrazione dei lavoratori interessati.