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23/06/2020

Caos case di riposo, lo Spi Cgil a Regione e Asugi: sicurezza e rispetto per utenti e famiglie

«La situazione è paradossale: nonostante la curva dei contagi, fortunatamente, ormai prossima allo zero, il sistema delle case di riposo triestino resta in tilt. Segno che continuano a pesare, com’era stato durante la fase più critica dell’emergenza, ritardi ed errori nelle indicazioni da parte della Regione e dell’Azienda sanitaria, oltre a una pressoché totale mancanza di dialogo e di trasparenza nei confronti dei sindacati dei lavoratori, dei pensionati e degli utenti». Questo il duro commento del segretario regionale del Sindacato pensionati Cgil Roberto Treu dopo le polemiche sollevate dalle associazioni di categoria Anaste e Asa e dai familiari degli ospiti per i ritardi nelle procedure di accoglienza nelle case di riposo e di dimissione dei guariti da ospedali e Rsa. «Le questioni in campo – precisa Treu – sono due. Una riguarda le garanzie richieste alle strutture per l’accoglienza degli sopiti, che sono state giustamente rese più stringenti di fronte all’emergenza Covid: il fatto che tre quarti delle case di riposo triestine non siano in grado di osservarle dipende da carenze strutturali che denunciamo da tempo e che sono alla radice degli annosi ritardi del processo di riqualificazione. Non è però accettabile, ed è questa la seconda questione, che le linee guida diramate dal servizio sanitario regionale e dall’Azienda sanitaria non tengano conto, oltre che delle indispensabili misure di sicurezza, di una sacrosanta esigenza di trasparenza delle procedure di accesso e nelle dimissioni post-ricovero, anche come forma di rispetto e di sensibilità nei confronti degli ospiti e dei loro familiari. La conclusione del periodo di ricovero e le modalità di accoglienza dovrebbero essere decisi sulla base di protocolli definiti e uguali per tutti, senza bracci di ferro con gli utenti e le loro famiglie, già fortemente provati dalla situazione che stanno vivendo». Da qui la richiesta di una svolta, «per mettere finalmente in campo di una strategia chiara e coerente di gestione dell’emergenza nelle case di riposo, con il coinvolgimento di sindacati, associazioni di categoria e utenti».