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18/10/2019

Morti sul lavoro: non creare lavoratori di serie A e di serie B

La Cgil di Trieste ritiene che la sicurezza di chi lavora sia una priorità sociale per il nostro paese. In tal senso riteniamo che il dovere delle istituzioni preposte in materia e delle parti sociali debbano essere rivolte ad un’azione sinergica di prevenzione rigorosa di tutti i rischi correlati al lavoro e pertanto investire in tale direzione risulta non solo una priorità ma un obbligo sociale al fine di poter evitare e prevenire tutte quelle tragedie a cui assistiamo quotidianamente sul lavoro in Italia, nella certezza che la salute e la sicurezza di chi lavora non debba essere considerato un costo ma un investimento per il nostro paese.
Apprendiamo la volontà da parte della Regione Friuli Venezia Giulia di riconoscere economicamente un aiuto ai familiari degli agenti della Polizia di Stato recentemente uccisi in Questura a Trieste. Non comprendiamo il motivo per il quale una settimana prima, a fronte dell’incidente mortale avvenuto in porto, non vi sia stato analogo intervento. Il rischio che si corre adottando interventi particolari è di creare tra i lavoratori la sensazione di essere percepiti come lavoratori di serie A e di serie B.
A tutti i familiari delle vittime morte durante l’esercizio del proprio lavoro va il nostro più sentito cordoglio ritenendo che il rispetto e il silenzio siano le forme migliori per ricordare chi oggi non è più fra noi e nell’auspicio comune volto a garantire la salute e la sicurezza di chi opera quotidianamente sul proprio posto di lavoro.