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31/07/2019

Indennità, scoppia la guerra tra Cgil-Cisl-Uil e Comune

Scoppia la guerra tra Cgil Cisl e Uil e il Comune sulla questione del premio di produttività in materia di indennità. In una nota i sindacali lamentano che la giunta Dipiazza avrebbe dato disposizione di interrompere il negoziato riguardo l'attribuzione della cosiddetta "produttività”, ovvero voci salariali che vanno a coprire varie forme di indennità. 
Serena Miniussi della Cgil, assieme a Walter Giani (Cisl) e Maurizio Petronio (Uil), spiega che l’esecutivo avrebbe deciso di distribuire le risorse secondo i propri criteri, in maniera «unilaterale», respingendo le proposte avanzate dalla controparte sindacale in sede di confronto. Quella giunta che due mesi fa insisteva per un accordo, dunque, si rimangia l'auspicio collaborativo e impone una soluzione che secondo il testo sindacale «puzza tanto di autoritarismo vintage». 
Cgil Cisl e Uil dicono che la scelta della civica amministrazione farà sì che saranno distribuite somme «con valori economici inferiori a quanto abbiamo proposto». I conti sindacali dicono che solo 487 addetti su 2500 avranno l'indennità, a una media di 5 euro al giorno, quindi circa 75 mila euro/mese, dunque attorno ai 370 mila euro nel periodo agosto-dicembre. Incasseranno coordinatori pedagogici e assistenti sociali, ma non le altre figure dell'Educazione e del Welfare. I sindacati temono che il gioco del Comune sia quello di spaccare gli interessi dei lavoratori all'insegna dell'intramontabile "divide et impera", creando di fatto fasce privilegiate nella corresponsione della produttività. Cisl-Cgil-Uil chiedono la ripresa delle trattative e insistono perché, una volta definito il contratto decentrato, siano erogate le somme con gli arretrati maturati a decorrere dal 1°gennaio 2019.