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19/07/2019

Il report dello Spi Cgil: case di riposo, a Trieste fuori norma 9 su 10

La situazione delle case di riposo a Trieste è allarmante. A denunciarlo è lo Spi Cgil, che con un dettagliato report sul 2018 dipinge un fosco ritratto delle strutture cittadine: stanze da letto troppo piccole, pochi bagni per gli ospiti, rapporto inadeguato tra anziani seguiti e assistenti sanitari. Insomma la stragrande maggioranza delle case di riposo non rispetta gli standard richiesti dalla Regione per ottenere l'accreditamento.
Per lo Spi Cgil, fino allo scorso anno l'88% delle residenze per anziani (ovvero 71 su 80) non era in grado di soddisfare le richieste dell'ente. Tante carenze nelle sei realtà pubbliche, le 65 polifunzionali private e le 9 private "semplici" attive in città. Per un totale di posti letto che nel 2018 era di 2.966 unità di cui 305 per persone autosufficienti, 1.068 non autosufficienti e 1.593 polifunzionali.
Il segretario generale Fvg della Spi Cgil, Roberto Treu, spiega: «Sulla carta sembra che sia tutto a norma, ma nella pratica le persone non vengono trattate in modo dignitoso a causa di un numero di personale inadeguato rispetto alle ore di servizio». La precedente legislatura regionale guidata da Debora Serracchiani aveva avviato un monitoraggio delle strutture per anziani e nel 2017 si era arrivati a fissare paletti ben più rigidi per chi voleva ottenere la convenzione con la Regione, con una classificazione che prevedeva tre livelli, anche di contributi, basati su: complessità assistenziale elevata, media a bassa. Il termine per l’adeguamento delle strutture è scivolato a fine 2019, un termine che non subirà ulteriori modifiche come ha confermato l'incontro con le parti sociali dal vicepresidente Riccardo Riccardi.
«Trieste - spiega ancora Treu - rappresenta un'anomalia negativa, con solo il 30% di posti letto pubblici, segno che le troppe micro polifunzionali del capoluogo sono una risposta, sbagliata, a una carenza di servizi pubblici. Serve quindi un sistema trasparente, per evitare che l'alibi dei costi a carico degli enti locali sia la premessa per una riduzione dell'offerta pubblica e un ulteriore allargamento del già prospero mercato privato». E poi c’è il tema delle rette che aumentano più velocemente dell'inflazione. Tra il 2013 e il 2017, secondo la Cgil, i costi sono saliti del 4% per i non autosufficienti e del 4,3% a fronte di una crescita dell'inflazione dell'1,4%.