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06/11/2018

Corteo antifascista, una voglia di partecipazione che pretende risposte dalla politica

La straordinaria partecipazione alla manifestazione antifascista di sabato scorso è un risultato sul quale la città ha bisogno di riflettere. I moltissimi giovani, gli anziani, le donne e gli uomini che hanno sfilato per la città meritano rispetto e attenzione, perché hanno difeso la loro città, deturpata da un corteo – quello organizzato da Casapound – che richiamava in maniera chiara i periodi più bui della storia. Una partecipazione vasta dalla regione e da tutta l’Alpe Adria, con la presenza delle Camere del Lavoro Cgil e delle sezioni Anpi. Per Trieste, per le vicende che questo territorio ha vissuto, quello di Casapound era un oltraggio che andava respinto attraverso la forza democratica della partecipazione. 
Il grande lavoro che è stato fatto all’interno dell’assemblea antifascista, antirazzista e antisessista è espressione di appartenenze articolate e passioni individuali: l’intento, raggiunto, era di creare uno spazio unitario, democratico e pacifico, che favorisse la massima adesione. La Cgil, l’Anpi e molti altri soggetti collettivi e individuali hanno aderito e lavorato con convinzione a questo progetto.
Chi ha vissuto la manifestazione si è sentito parte di una comunità, di un popolo che si ritrova nei valori democratici della solidarietà, dell’uguaglianza e del rispetto. Persone stanche di sopportare uno scenario generale che tende a creare divisioni, paure ed incertezze e che trova, anche in questo territorio, rappresentanti politici pronti a cavalcare ed accentuare la paura anche solo per scopi elettorali. Non sono certo poche note stonate, legate a protagonismi individuali che stridono con le decisioni dell’assemblea, a poter intaccare il risultato straordinario del 3 novembre. Manifestazione riuscita grazie anche all'impegno e alla professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori delle forze dell’ordine.
Fatte queste precisazioni, scontate ma doverose, riteniamo che quel corteo e quella piazza abbiano espresso con il cuore e la testa un bisogno largo e diffuso a cui la classe dirigente di questo territorio deve impegnarsi a rispondere: non provi a reprimerlo con banalizzazioni scontate! Noi, per quanto ci attiene, ci impegniamo a dare seguito a tutte le iniziative possibili per tradurre quei sentimenti in azione sociale e politica, assieme ai soggetti che hanno animato il corteo antifascista.

Michele Piga, segretario generale Cgil Trieste