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17/04/2018

Code all'Inps: Internet non basta, l'istituto torni ad assumere

«Le code sono il frutto di una politica miope, che ha fatto della digitalizzazione un aut-aut invece che una risorsa, e dei tagli una regola per un istituto che, nel solo Friuli Venezia Giulia, ha perso oltre 200 addetti in 8 anni, vale a dire quasi il 30% del personale, passando dai 780 addetti del 2009 ai 570 del 2017». Questa la presa di posizione del Sindacato pensionati Cgil in merito alle lunghe attese cui sono costretti, in queste settimane, i pensionati triestini che si rivolgono all’Inps per il rilascio della Certificazione unica dei redditi.
«L’Inps – scrivono in una nota congiunta il segretario regionale Ezio Medeot e quello provinciale Adriano Sincovich – dovrebbe garantire piena tutela anche ai diritti di quegli utenti, la maggioranza tra gli anziani, che non hanno un computer né tantomeno un accesso a internet. Il problema non riguarda soltanto i documenti reddituali, ma tutte quelle pratiche per le quali, nascondendosi dietro all’alibi della digitalizzazione, si è scelto consapevolmente di scaricare il peso preponderante dei servizi sulla rete dei patronati sindacali e dei Caaf, colpiti anch’essi, peraltro, da pesanti e progressivi tagli ai trasferimenti». Sotto accusa non la digitalizzazione – «che rappresenta anzi un’importante e indispensabile innovazione nelle modalità di erogazione dei servizi dell’istituto, con benefici importanti sia per l’ente che per l’utenza», spiegano i due rappresentanti dello Spi – ma una politica di tagli, in primis al personale, che rischia di lasciare senza risposta quella consistente fetta di utenza, nella stragrande maggioranza dei casi costituita da anziani, che non ha accesso a internet. Un’emergenza, questa, che lo Spi e i sindacati pensionati di Cisl e Uil stanno segnalando da tempo ai vertici dell’istituto «e di fronte alla quale è indispensabile che l’istituto ricominci ad assumere per potenziare gli orari di apertura e il presidio del territorio», concludono Medeot e Sincovich, ricordando che «le strutture dello Spi-Cgil sono pronte a fornire informazioni e assistenza ai pensionati».