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27/09/2017

Ripensare le politiche socio-sanitarie: via alla mobilitazione dei sindacati pensionati

Non solo i ritardi nell’assistenza domiciliare, ma anche i problemi di comunicazione tra Inps e pensionati, almeno il 70% dei quali rischia di essere tagliato fuori a causa dell’informatizzazione dei servizi, di fatto un taglio alle prestazioni erogate sul territorio. Questi i temi al centro della piattaforma sulle politiche assistenziali e previdenziali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil Trieste, che il 10 ottobre verrà ufficialmente presentata alla cittadinanza, nell'ambito di una giornata di mobilitazione promossa dalle tre sigle sindacali. 
«Registriamo un oggettivo arretramento del sistema – hanno dichiarato Adriano Sincovich Spi), Pierangelo Motta (Fnp) Giuliano Folchini (Uilp) nel corso di una conferenza stampa e l’esigenza prioritaria di aggiornare il contesto socio-sanitario. Gli ultrasessantacinquenni sono una fascia in continua espansione e nel 2030 il 35% della popolazione cittadina: è bene che le istituzioni preposte se ne rendano pienamente conto».
Tra le priorità, come detto, lo sviluppo dell’assistenza domiciliare ad anziani e autosufficienti («L'anziano deve essere curato a casa»), ma anche la piena applicazione di una riforma sanitaria che punta, sulla carta, al rafforzamento dei servizi territoriali.