News

19/11/2022

Trieste, cresce l'occupazione ma quasi la metà è precaria

La Nidil Cgil e il suo segretario regionale Nicola Dal Magro, sempre attenta al tema del precariato, hanno fatto una fotografia sulla situazione lavorativa a Trieste: ebbene l’occupazione in provincia sta crescendo, ma quasi la metà dei contratti in essere è a termine. «I numeri forniti dall'Ires dicono che in provincia di Trieste nel primo semestre 2022 l'occupazione è cresciuta del 39% - afferma Dal Magro - ma il 46% dei nuovi contratti di lavoro è a termine». Un quadro non certamente promettente, in considerazione dei recenti licenziamenti avvenuti in realtà come Flex, Tirso e Wärtsilä.
Da qui le proposte della Cgil e la richiesta di intervento a Comune e Regione, come spiega Dal Magro: «Al Comune chiediamo la destinazione di incentivi per la realizzazione di contratti stabili, equi e giusti e che contrastino il lavoro in nero, e più in generale chiediamo contratti non inferiori ai 6 mesi e il non utilizzo di quelli a chiamata, attraverso i quali molto spesso si nasconde un lavoro povero e massacrante. Per quanto riguarda la Regione, all'assessore al lavoro chiediamo la creazione di tavoli con le aziende dell'area triestina per garantire stabilità e quindi sicurezza economica ai lavoratori». Il segretario Nidil-Cgil ha sottolineato inoltre «il perpetrarsi di differenze tra i redditi medi delle donne rispetto a quelli degli uomini, mentre per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, a rientrare nei requisiti sono in larga maggioranza nuclei composti da persone singole».