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23/12/2021

Morti sul lavoro: l'allarme di Cgil, Cisl e Uil

In Italia si continua a morire di lavoro negli stessi modi di 40 anni fa. È l’allarme lanciato dai sindacati nella giornata di ieri con la conferenza stampa presso la Cassa Edile di Trieste e il flash mob in Piazza Vittorio Veneto. Da anni Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal UIL denunciano su tutto il territorio nazionale le problematiche legate agli infortuni gravi e mortali nel settore dell’edilizia.
Le iniziative di ieri sono state promosse in solidarietà dei lavoratori di Trieste e Torino vittime di incidenti sul lavoro e per ribadire la necessità di portare il tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro al centro dell’agenda di governo. Formazione insufficiente, carenza di controlli da parte dell’ispettorato del lavoro e dumping salariale sono elementi determinanti in questo senso. Problematiche paradossalmente aggravate dai recenti investimenti legati al PNRR e in particolare al bonus 110%, che hanno portato come naturale conseguenza a un’espansione frettolosa incontrollata del comparto edile. Si sono infatti moltiplicate le “finte” partite iva e i cantieri irregolari: stando ai dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro: il 90% dei cantieri non rispetta le normative in materia di salute e sicurezza. Stando ai dati ISTAT, da gennaio a ottobre 2021 si sono registrate 1017 incidenti mortali, 448.110 infortuni e 45.395 patologie di origine professionale. A Trieste gli effetti dei bonus legati al PNRR si vedono in maniera evidente rispetto alle altre province del Friuli Venezia Giulia: per questo motivo i sindacati hanno un aperto un tavolo di confronto con la Regione su legalità e codice degli appalti, con l’obiettivo dichiarato di fare luce sulle situazioni di irregolarità e di individuare le responsabilità delle istituzioni e delle aziende.