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16/09/2021

La Kipre chiude il reparto wurstel e taglia 36 posti di lavoro

La Kipre di San Dorligo della Valle chiude il reparto che si occupa della produzione di wurstel con la conseguenza che entro fine anno 36 posti di lavoro andranno perduti. Lo ha annunciato l'azienda, al termine di un lungo confronto con le organizzazioni sindacali. «Nell'ambito del processo di ristrutturazione e rilancio dell'azienda, iniziato nell'ottobre del 2020, con l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti - si legge nella nota diffusa dalla proprietà - si procederà alla chiusura del reparto wurstel entro la fine dell'anno. I risultati presentati hanno evidenziato come, negli ultimi anni, nonostante i ripetuti sforzi compiuti dall'azienda, il reparto wurstel sia stato caratterizzato da importanti regressioni di fatturato, portando all'apertura di una cassa integrazione, con un'attività lavorativa ridotta, a oggi, al 40 per cento per i 36 collaboratori presenti nella struttura. Tale situazione, dovuta alla forte competizione da parte di produttori su larga scala ha portato alla necessità di destinare le risorse su aree di eccellenza e di crescita per il gruppo Kipre. La società - conclude il testo - si è resa disponibile a trovare, insieme alle organizzazioni sindacali, soluzioni volte alla salvaguardia occupazionale del maggior numero di collaboratori». Il prossimo incontro con le organizzazioni sindacali è stato fissato entro la fine del mese.
Nella nota sindacale firmata da Sandra Modesti della Flai Cgil assieme a Marco Savi della Fai Cisl, si legge che «l'epilogo purtroppo non inaspettato, ma comunque molto sofferto di questa vicenda, arriva dopo un periodo di cassa integrazione straordinaria, che scadrà il 13 ottobre, interessando 36 unità che, negli ultimi mesi, hanno lavorato per una media di 1 o 2 giornate a settimana. Il gruppo Kipre ci ha comunicato che non continuerà la produzione del wurstel causa la forte competizione della produzione su grande scala che richiede il mercato. Le Rsu e le nostre organizzazioni - commentano ancora Modesti e Savi - hanno concordato con la Direzione aziendale del gruppo un percorso di collaborazione a 360 gradi, per tutelare al meglio ogni singolo lavoratore. La preoccupazione sottolineata dalle nostre sigle negli ultimi mesi si è purtroppo concretizzata e segna l'ennesima chiusura, anche se parziale, in un territorio che già soffre lo spopolamento industriale e non rioccupa le migliaia di persone disoccupate».