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31/05/2021

Psichiatria, guai a smantellare un modello esempio per tutti

La situazione denunciata in conferenza stampa da un nutrito gruppo di Associazioni e persone che da tanti anni operano nel campo della psichiatria a Trieste e in regione, trova sensibile e concorde la Cgil di Trieste. Non vi è dubbio che i cambi di direzione che si vanno prospettando con i concorsi per alcuni posti apicali di direzione, pongono diversi interrogativi su quali sono gli indirizzi di politica sanitaria, in materia, che la Regione FVG e l’Asugi intendono promuovere. La polemica pubblica che l’assessore Riccardi ha sollevato sul concetto di essere o meno basagliani conferma la preoccupazione che si voglia abbandonare il modello del fare psichiatria caratterizzato da un forte collegamento con il territorio, ovverossia con le persone che ci vivono, i loro problemi, i contesti sociali e non, spesso origine della malattia. D’altro canto negli ultimi anni la Regione e Asugi non hanno fatto alcunché di concreto per rafforzare in generale la sanità nel territorio, anzi abbiamo assistito a un lento e progressivo depauperamento di operatori e mezzi, ma soprattutto di attenzione politico progettuale che è vitale per alimentare le pratiche e i percorsi di salute nel territorio e a domicilio. La vicenda dell’emergenza Covid è certamente rivelatrice di una volontà di non rafforzare e promuovere le attività distrettuali e in tale contesto anche i percorsi di assistenza psichiatrica lanciati molti anni fa.
La Cgil di Trieste denuncia come inaccettabile che un’esperienza sociale sanitaria e organizzativa come quella della Salute Mentale a Trieste venga riconosciuta e valorizzata a livello internazionale e non vede un percorso altrettanto positivo localmente. È necessario altresì che l’assessore regionale chiarisca pubblicamente la sua volontà politica sui servizi di salute mentale e la gestione dei concorsi in atto e futuri che devono essere correttamente gestiti nell’interesse pubblico. Le scelte finali che competono al Direttore generale di Asugi dovranno misurarsi con la volontà o meno di far proseguire positivamente l’esperienza di salute mentale.