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18/05/2021

Un anno di Covid, chi ci guadagna e chi ci rimette

Di mercato del lavoro, gender gap, smart working e costi della crisi si è discusso ieri pomeriggio in diretta sulla pagina della CGIL Trieste. L’iniziativa, dal titolo “Un anno di Covid, chi ci guadagna e chi ci rimette” è stata organizzata dalla Camera del Lavoro in collaborazione con la Fisac (Federazione italiana sindacale lavoratori assicurazione e credito). L’obiettivo: tracciare una panoramica del mondo del lavoro in Italia, in Friuli Venezia Giulia e a Trieste a un anno dall’inizio della crisi sanitaria. La crisi economica e sociale del paese, stando all’analisi dei dati e delle misure messe in campo dai governi, deve ancora mostrare il suo lato più duro. Allo stesso tempo è stato posto l’accento sui costi sociali risultanti dalla pandemia: la didattica a distanza che contribuisce sensibilmente all’abbandono scolastico, il preoccupante rapporto tra lockdown e violenza domestica, la disoccupazione giovanile e femminile, lo smart working che per tanti lavoratori rappresenta un problema. Il sistema sanitario, depauperato da 30 anni di tagli e privatizzazioni, non ha retto e si trova tuttora in seria difficoltà. Hanno preso parte al dibattito, introdotto e moderato dalla Segretaria Fisac FVG Elisabetta Faidutti, il Responsabile CGIL Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro Sebastiano Calleri, l’Ordinaria di Diritto del Lavoro Roberta Nunin e Nicola Cicala responsabile del LAB Fisac. Ha concluso il confronto il Segretario Generale della CGIL di Trieste Michele Piga. “Dobbiamo iniziare a renderci conto che da questa crisi c’è chi ha perso tutto, ma anche chi ci ha guadagnato. – sono le sue parole – Le forze sociali di questo paese devono ragionare su nuove forme di rappresentanza e contrattazione, per rispondere alle esigenze delle persone”.