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06/05/2021

Tensione alla Flex, aumenta la "cassa" per 60 lavoratori

Sale la tensione alla Flex, lo stabilimento di materiali elettronici sito in zona industriale, nonché una delle maggiori realtà manifatturiere triestine con circa 600 addetti, un centinaio dei quali interinali. Da tempo la Flex è uno dei punti caldi del contesto economico-sociale nel territorio giuliano: infatti la direzione aziendale ha comunicato alle rappresentanze sindacali di fabbrica un inasprimento della cassa integrazione nell'area detta "high speed", che organizza assemblaggio, collaudo funzionale, parte finale. In questa decisione che di fatto chiude l'attività di questi reparti per alcuni giorni alla settimana, sono coinvolte quasi 60 unità lavorative. Va ricordato che Flex era già stata interessata da oltre un anno alla "cassa Covid" e ancor prima era ricorsa all'ammortizzatore sociale ordinario.
Forte la preoccupazione dei sindacati, fra i quali Marco Relli della Fiom, per due ragioni. Una è la delocalizzazione nel sito romeno di Timisoara, dove si assisterebbe a una continua crescita del lavoro a discapito di Trieste. L'altro è un timore più recente: la possibilità che nello spazio di strada Monte d'oro sorga un hub logistico. I sindacati si chiedono se l'eventuale base logistica amplierebbe le attività dell'attuale sito oppure ridurrebbe o sostituirebbe la produzione industriale, ipotesi quest’ultima che aumenterebbe i timori. Del resto è da febbraio 2018 che i sindacati denunciano in modo sistematico il mancato decollo dell'accordo firmato nel 2015. Mancato decollo sul quale – dicono i sindacati - governo e Regione non sarebbero stati vigili nel pretendere il rispetto degli impegni.