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07/04/2021

Vaccini, i disagi organizzativi pesano sugli anziani triestini

Le carenze organizzative della campagna vaccinale in Friuli Venezia Giulia stanno mettendo in seria difficoltà i cittadini, e in particolare gli anziani ultraottantenni.
Il Coordinamento Welfare della CGIL di Trieste evidenzia l’assenza di programmazione e coordinamento da parte della Regione e dell’Azienda Sanitaria. A fronte degli obiettivi nazionali di decongestionamento delle attività ospedaliere - in particolare delle terapie intensive - e di ripresa della vita economica, il piano messo in campo dalla Regione non risponde in nessun modo alla tutela della salute pubblica. In primis perché non esiste un piano regionale di vaccinazione, in secondo luogoperché la designazione d ei beneficiari non tiene in  considerazione delle condizioni di vita delle persone.
Gli anziani non autosufficienti che non possono raggiungere l’hub di Porto Vecchio sono abbandonati a loro stessi, e le loro necessità sono legate alla presenza di associazioni di volontariato che non possono però farsi carico del problema nel suo complesso. Non basta un solo centro vaccinale, non basta un unico punto di accesso, e tanto meno un numero unico per le prenotazioni. Allo stesso tempo c’è un tema di trasparenza: non c’è comunicazione tra istituzioni, parti sociali e cittadini.
Questo rappresenta non solo un problema tecnico organizzativo, ma anche una grave carenza in termini di democrazia. Dal 24 gennaio, data di avvio della campagna, come evidenzia Adriano Sincovich,Segretario SPI Cgil e Coordinamento Welfare “siamo stati contattati da decine di persone che non sanno letteralmente cosa fare, riceviamo ogni giorno segnalazioni di disagio. Percepiamo uno smarrimento a cui bisogna dare risposte”.
L’auspicio è che nel corso del prossimo tavolo tra CGIL, CISL, UIL e Asugi - in programma il prossimo 14 aprile - emergano le linee guida per dare soluzioni a chi in questo momento vive una situazione di disagio. In quella sede, la CGIL di Trieste ribadirà con forza l’importanza di dedicare un’attenzione ulteriore agli anziani, di strutturare un intervento tempestivo per chi è impossibilitato a muoversi da casa, e soprattutto rafforzare i distretti sanitari dal punto di vista organizzativo e del personale. “La presenza di un piano regionale avrebbe una ricaduta positiva sulla disponibilità di vaccini, andrebbe nella direzione di tutelare gli anziani garantendo la salute pubblica e allo stesso tempo la ripresa attività economiche. Non è possibile che siamo ad aprile e ancora è stato fatto poco in questo senso” sono le parole del segretario generale della CGIL di Trieste Michele Piga.